Anche nei libri di storia contemporanea esiste questa verità del mondo, e cioè che prima o poi tutto torna e anche i grandi del mondo dopo una incontrastabile ascesa per la conquista del mondo subiscono subito dopo un interminabile declino.
E quando succede nessun eroe del destino può risolverti quelle partite che mai prima sembravano già perse. Ognuno ha quel che merita. Ognuno prima o poi prova l'ebrezza della vittoria e subito dopo immancabilmente l'ebrezza della sconfitta. E' un cerchio che gira, molti lo definirebbero un gioco. Ma quanto pesa questo gioco a volte.
E che avranno pensato i tifosi milanisti dopo lo spauracchio di sabato, abituati fin troppo bene dai vizi dei giocatori milanisti, ma mai avrebbero pensato un crollo così fisico e mentale, immediato. Difficile da pensare. Inevitabile se non sei alla pari.
Il Milan ora deve ritrovarsi col tempo e con la calma. Non può affrontare da big squadre spaziali e piene di ego. L'Inter ora è lo specchio di una squadra che gira sulla forza di quei giocatori voluti dalla società, comprati e fatti giocare. Il Milan è lo specchio di casse vuote e che con la volontà di una provinciale deve partire, lavorando, sudando.
Ma se il Milan è sempre il Milan si ritroverà e allora dopo saranno guai.
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